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Messo in soffitta il vecchio boxer di origine Alfasud, la più sportiva delle Alfa 145 dona al modello nuove prospettive. E nuove ambizioni. Che non vengono tradite, grazie al buon equilibrio generale e alla personalità del motore Twin Spark.

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C’era una volta l’Alfa 33 Quadrifoglio Verde

La tradizione sportiva delle compatte Alfa Romeo, raccolta dall’inedita 145 Quadrifoglio, inizia già con l’Alfasud: limitandoci alla berlina, la 1.5 ti Quadrifoglio Verde rappresenta la massima evoluzione del modello, con i suoi 105 cv e 183 km/h di velocità massima.

Questo schema che viene ripreso dall’Alfa 33 1.5 Quadrifoglio Verde del 1984, berlina da famiglia con prestazioni sportive. Paraurti in tinta, cornici dei finestrini di colore nero e cerchi in lega presi in prestito dalla Sprint Quadrifoglio Verde caratterizzano l’esterno, mentre all’interno si trovano nuovi sedili sportivi e una strumentazione più ricca. Rivisto l’assetto, con sospensioni più rigide; migliora la velocità massima rispetto all’Alfasud QV (ora 185km/h), nonostante la stessa potenza massima di 105 cv.

La 33 1.5 QV è sostituita nel 1986 dalla nuova 1.7 Quadrifoglio Verde: è il modello che porta al debutto il boxer con cilindrata di 1.712 cm3. Dotato di 114 cv, questo propulsore impiega, ed è la prima volta su un’Alfa Romeo, le punterie idrauliche che, recuperando automaticamente il gioco delle valvole, ne eliminano la manutenzione. Ragguardevole la velocità massima, che tocca i 200 km/h.

Ma è con la seconda serie dell’Alfa 33 che viene raggiunto l’apice: è del 1990 la 33 1.7 IE 16v Quadrifoglio Verde. Oltre che per la distribuzione, la versione 16 valvole dispone di 4 alberi a camme che comandano 4 valvole per cilindro e di 4 condotti di aspirazione singoli, ognuno dotato di valvola a farfalla e iniettore. I cavalli sono ora 133, la velocità massima 207 km/h. Dal 1991 è disponibile anche con la trazione integrale Permanent 4.

La fine del boxer Alfa Romeo

Una versione davvero sportiva della 145 non poteva prescindere dai fasti delle antenate. Ma, con l’avanzare degli anni, il vecchio boxer non incrociava più. Le ragioni, sia di ordine tecnico che economico, sono molteplici e strettamente legate tra loro.

In prima istanza va notato come il boxer sia stato originariamente sviluppato per l’Alfasud, prima compatta e prima trazione anteriore Alfa Romeo: un progetto con più di vent’anni di carriera, concepito per altri usi e altre epoche. Nato come 1.2, questo propulsore doveva muovere un’auto di appena 830 kg (in ordine di marcia) dell’Alfasud 1.2, contro i 1.140 kg della nuova 145 1.3 IE.

Eppure, dal lancio nel 1994 fino al primo aggiornamento del 1997, le Alfa 145 montavano il motore boxer nelle classiche declinazioni di 1.3 e 1.7 cm3 di cilindrata, nonché nell’inedita cubatura di 1.6 litri. Una scelta che ha richiesto l’adattamento del pianale Tipo 2 alla disposizione longitudinale del motore a cilindri contrapposti. Un investimento, oltretutto, specifico per le sole Alfa 145 e 146.

La parola fine al motore boxer Alfa Romeo è stata data dall’introduzione della normativa Euro 2 sulle emissioni, obbligatoria per tutti i veicoli immatricolati dal gennaio 1997. Un’ulteriore investimento su questo propulsore ne avrebbe richiesto la sostanziale riprogettazione. Questo bloccò ulteriori sviluppi del boxer anche per la versione Quadrifoglio: l’Alfa Romeo optò direttamente per il più moderno Twin Spark di 2 litri montato trasversalmente.

Vista laterale dell'Alfa Romeo 145 Quadrifoglio
Vista laterale dell’Alfa Romeo 145 Quadrifoglio (Stellantis)

Alfa 145 Quadrifoglio: il nuovo 2.0 Twin Spark

La compatta del Biscione, già dalle versioni meno potenti, non ha mai difettato in carattere. Un elemento che la sportiva Quadrifoglio riesce ancor più ad esaltare. E’ un’auto di grande temperamento, la 145 Quadrifoglio: difficile a scomporsi, garantisce prestazioni brillanti in ogni situazione, trasmettendo a chi è al volante sensazioni di estrema piacevolezza. In questo, l’Alfa 145 Quadrifoglio si comporta come una granturismo.

L’elemento che più contribuisce alla piacevolezza di questa 145 è proprio il suo motore. Il nuovo 2.0i 16V Twin Spark prende i giri con rapidità e risponde prontamente alle richieste del guidatore. E’ un’esibizione di personalità, che raggiunge il culmine al raggiungimento della zona rossa posta a 7.000 giri/min. Il rombo del motore, mai particolarmente contenuto, a questi regimi è molto evidente e contribuisce alla definizione della particolare atmosfera offerta dalla Quadrifoglio.

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Ma veniamo alle caratteristiche del 2.0i 16V Twin Spark: portato al debutto nel marzo 1995 sull’Alfa 155, ha una cilindrata di 1.970 cm3 ed in grado di erogare 150 cv a 6.200 giri al minuto (che dal giugno 1998 diventano 155 cv a 6.400 giri al minuto). Come già scritto, è montato in posizione anteriore trasversale. La coppia massima ha valori più che buoni: 19 kgm a 4.000 giri al minuto (19,1 kgm a 2.800 giri al minuto dal giugno 1998). La distribuzione è a valvole a V in testa, con 4 valvole per cilindro, 2 assi a camme in testa e 2 alberi controrotanti. Elemento, quest’ultimo, che garantisce un’ottima equilibratura.

Il comportamento dell’Alfa 145 Quadrifoglio

Considerare la 145 Quadrifoglio solo per le doti del suo propulsore, tuttavia, sarebbe sbagliato. Perché il suo equilibrio si fonda anche sugli altri elementi dell’auto. Prendiamo, ad esempio, lo sterzo: pronto e diretto, si distingue per la progressione di cui è capace nonché per la sensibilità, e le sensazioni, che trasmette anche a velocità sostenuta. Caratteristiche che permettono di effettuare correzioni di traiettoria precise e puntuali, anche dopo cambi d’assetto improvvisi.

Come si capisce, tutto questo non sarebbe possibile se anche il telaio non fosse di livello elevato. La stabilità non difetta all’Alfa 145 Quadrifoglio neppure ad alte velocità: i limiti di tenuta sono più elevati rispetto alle sorelle con meno cavalli, nonché rispetto alle rivali più dirette. E questo accade senza peraltro togliere quell’agilità tanto necessaria ed apprezzata nella guida più sportiva. In definitiva, la Quadrifoglio propone il giusto mix tra divertimento e sicurezza, anche per chi di professione non fa il pilota.

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A completare l’ottimo quadro offerto dalla 145 Quadrifoglio è l’impianto frenante. Dotato di ABS di serie (fatto per nulla scontato a metà anni ’90), propone dischi sia anteriori che posteriori di grande diametro e autoventilanti, che garantiscono un ottimo equilibrio e modulabilità. In altri termini: non ci sono bloccaggi e neppure fading ad impensierire chi la guida, sia per necessità che per puro divertimento.

Semmai, a non spiccare e a togliere un po’ di piacevolezza è il cambio. Di tipo manuale e con 5 rapporti, nell’uso veloce tende a mostrare innesti spugnosi e ad impuntarsi durante le cambiate, rallentando la selezione delle marce. Di conseguenza, non permette di sfruttare al meglio le qualità del motore Twin Spark.

L’estetica della Quadrifoglio

Un bagaglio tecnico tanto valido meritava un involucro dedicato. All’Alfa, tuttavia, scelsero di non eccedere, mantenendo una certa sobrietà nella linea e nelle appendici aerodinamiche, come era solito negli anni ’90 (e come accadeva anche con la Lancia Delta HF di quegli anni).

All’esterno, le differenze rispetto alle 145 normali sono date dalle minigonne laterali, dallo scarico cromato e, soprattutto, dai cerchi in lega da 15” (con pneumatici 195/55 VR) dal disegno particolarmente sportivo a 6 grandi fori circolari. Non manca il grosso quadrifoglio verde posto sulla fiancata, più precisamente sulle minigonne laterali a ridosso delle ruote posteriori.

Dettaglio del posteriore e del cerchio dell'Alfa Romeo 145 Quadrifoglio
Dettaglio del posteriore e del cerchio dell’Alfa Romeo 145 Quadrifoglio (Vida Motors)

Nell’abitacolo troviamo sedili sportivi avvolgenti, nonché il volante a tre razze (che, al contrario del resto della gamma, è dotato di airbag di serie) e la leva del cambio rivestiti di cuoio con impunture rosse. Viste le ambizioni sportive della 145 Quadrifoglio, un sedile guida posizionato più in basso avrebbe migliorato ancor di più il feeling con l’intera vettura. Così come una strumentazione più ricca.

Da segnalare che, come tutta la gamma 145 e 146, anche la Quadrifoglio fu interessata dal restyling del 1999, da cui ottiene i nuovi paraurti anteriori e posteriori, la nuova mascherina del radiatore, nonché dotazioni più ricche.

Le prestazioni

Riassumiamo qui di seguito le prestazioni principali dell’Alfa Romeo 145 2.0i Twin Spark 16V Quadrifoglio:

Prestazioni 2.0i 16V Twin Spark
Velocità max. 210 km/h a 6.600 giri/min (211 km/h da giugno 1998)
1 km da fermo (s.) 29,7 (29,4 da giugno 1998)
400 m da fermo (s.) 16,2
Accelerazione 0-100 km/h (s.) 8,4 (8,3 da giugno 1998)
Accelerazione 0-130 km/h (s.) 14,0
Accelerazione 0-180 km/h (s.) 22,8
Ripresa 70-100 km/h (s.) 8,7
Ripresa 70-130 km/h (s.) 18,2
Frenata a 60 km/h (m.) 13,8
Frenata a 100 km/h (m.) 38,2
Frenata a 130 km/h (m.) 64,6
Le prestazioni principali dell’Alfa Romeo 145 2.0i Twin Spark 16V Quadrifoglio

La scheda tecnica

Motore: anteriore in posizione trasversale – 4 cilindri in linea – cilindrata 1970 cm3 – potenza max 110 kw / 150 cv a 6200 giri/min (114 kw / 155 cv a 6400 giri/min da giugno 1998) – coppia max 186 Nm a 4000 giri/min (187 Nm a 3500 giri/min da giugno 1998) – 4 valvole per cilindro – due assi a camme in testa (cinghia dentata) – punterie idrauliche e fasatura variabile – cinghia dentata – due alberi controrotanti – alimentazione a iniezione e accensione a controllo integrato, iniezione elettronica (multipoint) Bosch Motronic M2.10.3.

Trasmissione: trazione anteriore – cambio meccanico a 5 rapporti.

Corpo vettura: berlina 3 porte, 5 posti – avantreno a ruote indipendenti con braccio trasversale, montante telescopico (schema MacPherson), molla elicoidale – retrotreno a ruote indipendenti, braccio longitudinale, molla elicoidale – barre stabilizzatrici anteriore e posteriore – ammortizzatori idraulici telescopici – freni anteriori a disco autoventilanti, posteriori a disco, impianto ABS di serie – sterzo a cremagliera con servocomando.

Dimensioni e massa: passo 2,54 m – lunghezza 4,09 m – larghezza 1,71 m – altezza 1,43 – massa in ordine di marcia 1240 kg.

Alfa Romeo 145 Quadrifoglio
Alfa Romeo 145 Quadrifoglio

La produzione

Su un totale di 220.875 Alfa 145 costruite dal 1994 al 2000, le Quadrifoglio sono solo 18.214: meno del 10% del totale. Un numero limitato, non giustificato dal prezzo listino in linea (se non inferiore) a quello delle rivali, anche di blasone minore. Al lancio nel dicembre 1995 l’Alfa 145 Quadrifoglio è proposta a 33.700.000 lire, contro i 39.380.000 lire necessari, ad esempio, per una Volkswagen Golf 2.0 16V GTI Edition con 150 cv.

Vista posteriore dell'Alfa Romeo 145 QV
Vista posteriore dell’Alfa Romeo 145 Quadrifoglio (Stellantis)

I contenuti numeri di produzione di questa versione fanno sì che oggi sia piuttosto rara da trovare, soprattutto in buone condizioni. L’Alfa 145, tuttavia, non è tra le youngtimer maggiormente ricercate, elemento che consente di mettersi al volante di un’auto in grado di dare molte soddisfazioni a chi la guida ad un prezzo relativamente accessibile. A patto di trovare l’esemplare giusto.