Con il recupero di una sigla storica e la sportività della carrozzeria tre porte, in Lancia speravano di riuscire nell’impossibile: raccogliere l’eredita della mitica Lancia Delta Integrale. L’assenza dalle competizioni, unita ad uno stile e ad un’immagine controversa, non permettono alla nuova Delta HPE HF di imporsi. Nonostante una meccanica di alto livello, anche in assenza della trazione integrale della progenitrice.
Indice dell’articolo
- L’arrivo della nuova Lancia Delta. Anche HF
- Delta HPE: per la prima volta a tre porte
- La nuova Lancia Delta HPE 2.0 turbo HF: potenza distintiva
- Non solo passaruota: l’estetica HF
- Su strada con la HPE 2.0 turbo HF
- I numeri della Lancia Delta HPE 2.0 turbo HF
- La scheda tecnica
L’arrivo della nuova Lancia Delta. Anche HF
Anno 1995. Le ultime Lancia Delta HF Integrale escono dallo stabilimento di Chivasso, ormai di proprietà della carrozzeria Maggiora. La versione “civile” della Lancia Delta, quella originale, già da un paio d’anni ha lasciato il passo alla sua erede, la Lancia Delta II. Costruita sul pianale “Tipo2”, nei fatti è la versione 2 volumi della Lancia Dedra, della quale mantiene il passo e le caratteristiche principali.
Ben presto arriva la versione sportiva: è la Delta 2.0 turbo 16V HF. Dotata del 4 cilindri bialbero già montato su diversi modelli del gruppo Fiat (Delta Integrale compresa) e meglio conosciuto come “Lampredi”, sulla Delta HF è proposto nella versione con 16V, alberi controrotanti e ben 186 cv. Tutte caratteristiche che si ritrovano sulla nuova Delta HPE HF, al debutto sul mercato proprio nel 1995.

Delta HPE: per la prima volta a tre porte
Con la presentazione della Delta HPE, per la prima volta Lancia propone una variante a tre porte della sua compatta. L’obiettivo non è solo quello di offrire un’immagine più dinamica del modello: si punta soprattutto alla conquista dei mercati del nord Europa, particolarmente ricettivi per questo tipo di carrozzeria.
Per farlo, i vertici Lancia guardano al passato. Viene così ripescata la sigla “HPE”, l’acronimo di High Performance Estate già utilizzato per la versione due porte con il portellone della Beta Coupé: nella sostanza, una shooting brake. Un concetto di carrozzeria assai originale, che poco ha in comune con quanto proposto dall’omonima versione della Delta II serie.
Al lancio, la Delta HPE è proposta nelle sole due motorizzazioni più prestanti (e già presenti nella gamma della 5 porte): 2.0 i.e. 16V da 139 cv e 2.0 i.e turbo 16V da 186 cv, quest’ultimo offerto solo nell’allestimento HF, a cui si aggiunge una più tranquilla turbodiesel con 90 cv.
La nuova Lancia Delta HPE 2.0 turbo HF: potenza distintiva
La più potente delle Delta HPE, come visto poc’anzi dotata del motore 2.0 bialbero sovralimentato da 186 cv e firmata HF, ripropone tutte le medesime caratteristiche dell’analoga versione 5 porte, che proprio dalla HPE HF sarà sostituita a inizio ’96.
La Delta HPE HF si fa notare per la sua originalità meccanica e motoristica: dopo la “sbornia” da Turbo degli anni ’80, la sovralimentazione conosce un periodo di declino nel decennio successivo. Colpa dei consumi eccessivi, dell’irruenza, del ritardo di risposta. Eppure, la HF continua ad adottare una soluzione sì fuori moda ma anche di grande soddisfazione per chi siede al volante. E di grande valenza tecnica: il turbo della HF è dotato di due gradi di sovrappressione e overboost. A completare il quadro del bialbero vi sono le 4 valvole per cilindro con punterie idrauliche e i due alberi di equilibratura. Elementi in grado di rendere più progressiva l’erogazione di potenza e la marcia.
Ma alla Delta HPE 2.0 turbo HF non basta essere tra le poche segmento C dotate di turbocompressore: è anche la più potente della sua categoria. Meglio di lei solo la Ford Escort RS Cosworth con 220 cv e trazione integrale (un’auto di tutt’altre ambizioni e categoria). Tutte le altre hot-hatch del periodo si pongono intorno ai 150 cv, comprese la Volkswagen Golf GTI e l’Alfa 145 Quadrifoglio. Non di meno, tale potenza deve essere correttamente gestita dal telaio. In assenza della trazione integrale, i progettisti della Delta dotano la HF del giunto viscoso “Viscodrive”, del comando idraulico della frizione e delle sospensioni a smorzamento controllato.
Non solo passaruota: l’estetica HF
Le caratteristiche tecniche della Delta HF sono sottolineate dal trattamento estetico specifico per questa versione. Pur nel rispetto della (forse eccessiva) sobrietà che caratterizza le Lancia degli anni ’90 (di cui la k Coupè è un chiaro esempio).
L’elemento più visibile è costituito dai passaruota anteriori allargati, utili anche a contenere delle carreggiate più ampie rispetto al resto della gamma. Questa soluzione, ripresa dalla HF a 5 porte, sulla HPE viene estesa anche ai passaruota posteriori, dove la bombatura (presente su tutta la gamma delle 3 porte e non solo sulla più sportiva) punta a richiamare i fasti delle Delta Integrale. A completare l’aspetto della Delta HPE 2.0 turbo HF sono le minigonne, i cerchi in lega da 15 pollici, il vistoso spoiler posteriore e le feritoie sotto i proiettori.
Anche all’interno l’atmosfera si fa sportiva: la mostrina del climatizzatore, le bocchette di areazione ed il posacenere hanno un trattamento che dona loro un effetto carbonio. Ma soprattutto ci sono i sedili anatomici Recaro in pelle e Alcantara.
Si accennava all’eccessiva sobrietà di quegli anni: un pensiero che deve aver attecchito all’interno della stessa Lancia, se è vero che nel corso degli anni si è intervenuti per rendere la HPE, e la HF in particolar modo, maggiormente aggressiva. L’intervento maggiore si ha nel biennio ‘97/’98: se tutte le Delta guadagnano paraurti, modanature e coprigocciolatoio in tinta con la carrozzeria, la HPE HF aggiunge un nuovo kit aerodinamico che prevede spoiler e minigonne ridisegnati, nonchè una nuova presa d’aria nella parte inferiore del paraurti anteriore. Cambiano anche i colori, tra i quali spicca il Giallo Sole, esclusivo della HPE.

Su strada con la HPE 2.0 turbo HF
Si diceva del turbo e della sua brutalità. A ben vedere, grazie anche all’elettronica, il turbo della Delta HPE HF stupisce per come si assoggetta ai desideri del guidatore. Questa Lancia sa infatti essere “feroce” se si stuzzica a dovere il pedale dell’acceleratore, ma non rifiuta certo la guida del buon padre di famiglia. La HF garantisce un buon rendimento ai bassi regimi, procedendo silenziosamente a 1.500 giri, per poi scatenarsi oltre i 3.000 giri. Fino a 7.500, per la precisione: oltre entra in azione il limitatore.
Il piacere di guida è garantito dall’azione del Viscodrive: il giunto viscoso posto tra il differenziale e il semiasse destro già montato sulle Dedra e Thema più prestazionali. L’azione del Viscodrive modula la ripartizione della coppia sulle ruote motrici quando una esse perde aderenza. Ne consegue un miglioramento della trazione, della stabilità e della direzionalità dell’auto, nonché un’attenuazione delle reazioni sul volante.
I limiti della Delta HPE 2.0 turbo HF sono elevati, soprattutto sull’asciutto. Qualche problema di gestione della potenza diventa visibile sul bagnato, dove la Delta tende a sottosterzare in maniera eccessiva, rendendo necessario anticipare l’ingresso in curva.
Al carattere di questa Delta danno un importante contributo anche le sospensioni elettroniche a smorzamento controllato, disponibili a richiesta. Comandabili tramite gli appositi pulsanti presenti sulla consolle centrale, consentono di tarare la Delta HF su due assetti: il primo più soffice e morbido, il secondo più rigido e sportivo, per traiettorie e reazioni meglio controllabili.
A completare il quadro della più sportiva tra le Delta II c’è lo sterzo, un comando estremamente diretto da manovrare, tuttavia, con molta attenzione. Nella guida più sportiva, infatti, non sempre è in grado di controllare le reazioni che vengono dall’avantreno. A facilitare la guida dell’auto c’è l’ABS di serie.

I numeri della Lancia Delta HPE 2.0 turbo HF
In definitiva, la Delta HPE 2.0 turbo HF si dimostra una vettura in grado di regalare forti emozioni. A patto, però, di saperne controllare le reazioni nella guida più sportiva. D’altronde, le sensazioni che la HPE 2.0 Turbo HF regala al volante sono supportate dai numeri. Vediamoli qui di seguito:
Prestazioni | 2.0 i.e. 16V turbo |
Velocità max. | 221 km/h a 5.900 giri/min |
1 km da fermo | 27,6 s |
400 m da fermo | 15,2 s |
Accelerazione 0-100 km/h | 7,2 s |
Accelerazione 0-130 km/h | 11,3 s |
Accelerazione 0-180 km/h | 22,6 s |
Ripresa 70-130 km/h | 14,3 s |
Frenata a 60 km/h | 13,3 m |
Frenata a 130 km/h | 62,2 m |
La scheda tecnica
Motore: anteriore in posizione trasversale – 4 cilindri in linea – cilindrata 1995 cm3 – potenza max 137 kw / 186 cv a 5750 giri/min (142 kw / 193 cv a 5500 giri/min dal 1997) – coppia max 290 Nm a 3500 giri/min (3400 giri/min dal 1997) – 4 valvole per cilindro – due assi a camme in testa (cinghia dentata) – alimentazione a iniezione elettronica (multipoint) – sovralimentazione con turbocompressore Garrett T3, intercooler aria/aria, raffreddamento a liquido della turbina e dispositivo “overboost a 2 stadi”.
Trasmissione: trazione anteriore – cambio meccanico a 5 rapporti – differenziale accoppiato a giunto viscoso.
Corpo vettura: berlina 3 porte, 5 posti – avantreno con braccio trasversale, montante telescopico (schema MacPherson), molla elicoidale – retrotreno a ruote indipendenti, braccio longitudinale, molla elicoidale – barre stabilizzatrici anteriore e posteriore – ammortizzatori idraulci (con taratura programmabile a richiesta) – freni anteriori a disco autoventilanti, posteriori a disco, impianto ABS di serie – sterzo a cremagliera con servocomando.
Dimensioni e massa: passo 2,54 m – lunghezza 4,01 m – larghezza 1,76 m – altezza 1,40 – massa in ordine di marcia 1330 kg (1375 kg dal 1997).