Frame Spot Citroen Visa GTiFrame Spot Citroen Visa GTi su nave portaerei della Marina francese

L’esplosione del fenomeno della televisione commerciale ha coinvolto anche l’automobile, con spot pubblicitari che ricordiamo ancora oggi. Ripercorriamo insieme i 5 più memorabili


Carosello aveva salutato gli spettatori già da qualche tempo, ma fino a quel momento sui teleschermi italiani non erano ancora stati trasmessi filmati che pubblicizzassero automobili. Il motivo? Tra le (poche) categorie merceologiche non ammesse alla pubblicità RAI figuravano le auto. Strano, o forse no: si voleva proteggere l’industria nazionale.

Una misura oramai anacronistica, che l’arrivo delle emittenti private a cavallo tra gli anni ’70 ed ’80 relegò ben presto al passato. In poco tempo le automobili divennero le vere protagoniste del piccolo schermo, per la gioia di appassionati e pubblivori! Ma non solo, perchè gli spot di automobili erano spesso tra i più moderni e spettacolari, capaci di slogan e payoff che sarebbero entrati nell’immaginario collettivo, diventando quasi dei modi dire che talora vivono ancora oggi.

Vediamo insieme i 5 spot che, più di altri, sono entrati nell’immaginario collettivo.


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Autobianchi Y10: piace alla gente che piace

E’ il 1985, finalmente l’Autobianchi-Lancia è pronta a dare un’erede a quella A112 che ha fatto innamorare tanti italiani e formato generazioni di piloti di rally: è la Y10, un vero e proprio ufo sulle strade di allora, con la sua linea a cuneo ultramoderna e la coda tronca. Tanto che la campagna di lancio la pone in una futuristica città abitata da robot. E’ l’auto del futuro, per la città del futuro. Ma non è l’auto per il presente, come sembra confermare la tiepida accoglienza iniziale. Ma in Lancia non demordono e accolgono la sfida: è qui che nasce l’auto che piace alla gente che piace.

Spot Autobianchi Y10 con Nicola Pietrangeli, Alessandra Martinez e Gino Paoli (1987)

Il cambio di strategia comunicativo è netto: se gli italiani non hanno apprezzato più di tanto le innovazioni e la tecnologia, allora bisognava far diventare la Y10 un’auto glamour, che fosse apprezzata anzittutto da chi piaceva alla gente. Ed ecco che, in un racconto durato diverse stagioni, salgono a bordo della piccola Autobianchi i personaggi più popolari ed apprezzati di quegli anni: Gerry Scotti, Heater Parisi, Sergio Castellitto, Ruud Gullit e tanti altri. La struttura semplice ed il motivetto orecchiabile e riconoscibile fanno il resto: la Y10 è pronta per piacere a tutti.

Spot Autobianchi Y10 con Gerry Scotti (1989)

Peugeot 205: un amore di numero / Sacré numéro

Secondo la numerologia, il numero 205 annuncia avvenimenti positivi nell’ambito delle relazioni sentimentali: è un ottimo segno in tema d’amore e di questioni di cuore. Sarà per questo che la Peugeot scelse lo slogan un amore di numero per il suo best seller? Quel che è certo, è che nella breve storia raccontanta in questo spot di fine anni ’80, le cose non sembrano così idilliache. Il filmato inizia con un litigio tra i due protagonisti, con la donna che sembra avere la meglio salendo su un aereo che la porterà via dal deserto. Questo solo in apparenza, perchè lui, con la Peugeot 205

Spot Peugeot 205 (1989)

Sarà la per la colonna sonora Such a shame dei Talk Talk, per le atmosfere della location o per il colpo di scena finale, fatto sta che questo spot è stato ricordato (e anche copiato) negli anni a venire. Infine, una curiosità: nella versione francese, dove il claim per la 205 è sacré numéro, sulla sabbia non viene scritto ti odio, bensì qualcosa di meno innocuo: garce. Per il significato…cercate su Google!


Fiat Panda: se non ci fosse bisognerebbe inventarla!

Quale auto, se non ci fosse, sarebbe da inventare? La risposta non può che essere una: la Fiat Panda! D’altronde solo pochissime auto sono riuscite a soddisfare le esigenze e i bisogni di molteplici generazioni di guidatori. E la Panda è tra queste: la piccola scatoletta disegnata da Giorgetto Giugiaro (designer che non necessita di presentazioni) ha saputo trasportare sia il piccolo artigiano alla ricerca di un’auto da città utilizzabile anche come piccolo furgone, così come la borghesia alla ricerca di un fuoristrada destinato alla villeggiatura invernale della Milano da bere che fu. Una situazione perfetta per la comunicazione Fiat di fine anni ’80, in grado di dimostrare la versatilità delle proprie vetture.

Spot Fiat Panda (1989)

Ed è così che vediamo la ragazza alle prime esperienze al volante esercitarsi nella guida, la signora di classe alle prese con lo shopping, il fidanzato che fa una sorpresa alla propria compagna. E per finire…prima della Tosca a teatro, rigorosamente a bordo di una Fiat Panda sporca di terra! Ma la Panda non è l’unica cosa che sarebbe da inventare, qualora non ci fosse: l’irresistibile jingle che fa da sottofondo musicale allo spot e che tutti, ma proprio tutti, hanno canticchiato almeno una volta.

La popolarità ed il successo riscosso da questa campagna di comunicazione fu tale che altri episodi seguirono nei mesi successivi, mentre lo slogan ed il jingle vennero ripresi e riadattati negli anni a venire, anche per le successive generazioni dell’auto più amata dagli italiani.


Citroen Visa: ehi gringo, la macchina vavavumaaa!

Oggi la Citroen Visa è praticamente sparita dalle nostre strade, e l’età di coloro che la ricordano supera ampiamente i trent’anni. Ma durante la metà degli anni ’80 la compatta francesce era popolarissima: il merito, più che dell’auto in se, è stato dell’incredibile spot che nel 1984 ha accompagnato il lancio della versione diesel. Facciamo un passo indietro: in quegli anni i motori a gasolio erano scelti per la loro robustezza ed economicità, non certo per le loro prestazioni! Ed invece Citroen vuole mettere in evidenza proprio le prestazioni della sua Visa: quale idea migliore se non mostrare una gara di accelerazione tra l’utilitaria ed un biplano?

Spot Citroen Visa Diesel (1984)

Una sfida senza senso dall’esito disastroso, con la povera Visa che prende il volo per poi precipitare miseramente. Ancora più nonsense l’epilogo, con il guidatore che, di ritorno dalla sconfitta, passa di fronte a due messicani spettatori della gara che lo deridono dicendogli: hei gringo, la macchina…vavavumaaa! In un battere di ciglia questa frase divenne un tormentone, usato anche in film e programmi televisivi. E non finì qui: la macchina vavavumaaa tornerà l’anno seguente, questa volta in versione GTi, sfidando addirittura un caccia dell’aviazione francese!

Spot Citroen Visa GTi (1985)

Renault: le auto da vivere (muoversi oggi)

In Italia, per tutti gli anni ’80 (e anche oltre) il payoff di Renault è stato Muoversi oggi. Un messaggio chiaro, che incontra le esigenze degli automobilisti e al contempo sottolinea il carattere innovativo del brand francese. Tuttavia, per quanto ben centrato, ancora più dirompente è quel des voitures à vivre (auto da vivere) utilizzato oltralpe. Già, perchè negli anni ’80 le automobile erano ancora sinonimo di libertà, di viaggi, di esperienze. In una parola, erano sinonimo di vita.

Spot istituzionale Renault (1984)

Accompagnate dalle note di un classico degli anni ’80 come Johnny and Mary di Robert Palmer, scorrono scene di vita di in cui le auto Renault sono coprotagoniste. E attenzione, non si tratta solo di bei momenti, ma anche di litigi o situazioni meno piacevoli. Anche le Renault presenti non sono tutte appena uscite di fabbrica: insieme alle auto in quel momento in gamma come l’Espace e la 25 (ricordiamo che siamo nel 1984), appaiono anche modelli fuori produzione da tempo come la Floride e la R8, seppure nella più sportiva ed ambita versione Gordini. Uno spot ed un messaggio che in Francia ebbe un incredibile successo, quasi da diventare un marchio di fabbrica della Régie. Tanto da venir ripescato alla fine del 2020 per presentare la nuova gamma ibrida E-Tech.


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